Visualizzazione post con etichetta CRONACA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CRONACA. Mostra tutti i post

Il mercato di via De Bustis: la casbah che non muore mai

Insieme ad Antignano, è da sempre uno dei mercati rionali principali del Vomero. L’area denominata come “mercato De Bustiis” o “Casale De Bustis” è il luogo preferito in cui i residenti del Vomero e dell’Arenella si recano per fare shopping. Dall’abbigliamento ai generi alimentari, dai prodotti per la casa all’intimo fino alle giacche all’ultima moda: nel mercato De Bustis c’è davvero di tutto. Sia nelle aree al coperto che in quelle all’aperto, infatti, c’è sempre una gran folla di persone, un via-vai di clienti a caccia dell’affare o dell’acquisto che in altri luoghi è difficile trovare. Più volte, però, l’area di via De Bustis ha rischiato di essere cancellata o da fantasiosi progetti comunali oppure dalle lamentele di chi ha sottolineato, negli anni passati, la presenza di ambulanti non autorizzati ed il continuo rischio di scippi nel mercato De Bustis. Tuttavia, mentre il borgo Antignano è stato praticamente liberato dalle bancarelle che vendevano soprattutto generi alimentari, il “Casale De Bustis” resiste e continua a vivere. Non solo, oggi si contano anche due pagine registrate su Facebook intitolate proprio al mercato vomerese, una delle quali è curata dal “Comitato dei commercianti di via De Bustis”, intenzionati ad ottenere tutela e maggiori servizi dal Comune per poi garantire alla clientela, a loro volta, un servizio migliore. Non mancano, ancora oggi, nel mercato di via De Bustis, presenza abusive così come alcuni ambulanti si estendono fin sopra al marciapiede di via Tino di Camaino, rendendo – insieme a qualche extracomunitario – quasi del tutto impraticabile quella che dovrebbe essere un’area destinata ai pedoni. Inutili, finora, le proteste dei residenti vomeresi e di coloro che chiedono ai vigili urbani almeno di far rispettare le più elementari norme igienicosanitarie nonostante una pattuglia della Polizia municipale stazioni tutte le mattine in piazza degli Artisti, proprio a pochi passi dal mercato De Bustis. Nota a tutti i vomeresi è la ormai famosa vicenda (sarebbe meglio dire “tarantella”) del trasferimento del mercato De Bustis dalla sua attuale collocazione all’area comunale al coperto di via Dell’Erba. Un progetto, quest’ultimo, che non è stato ancora realizzato e che prevedeva la costruzione di box privati nel sottosuolo dell’area De Bustis. Un parcheggio, dunque, l’ennesimo, dovrebbe far sloggiare lo storico mercatino vomerese. E così via De Bustis diventerebbe un’area fantasma, come lo è già diventato il borgo Antignano. I commercianti di via De Bustis, intanto, si sono opposti con fermezza al progetto comunale. E i residenti sono già stanchi dei troppi cantieri da aprire per la costruzione di parcheggi interrati privati: saranno ben 12 e sorgeranno tutti al Vomero. Una coincidenza?

Piazza Quattro Giornate ripulita dai volontari del Vomero

Armati di scope e palette, i residenti del Vomero hanno ripulito, domenica 13 novembre, i giardini pubblici di piazza Quattro Giornate. L’area verde situata a ridosso dello stadio “Arturo Collana”, infatti, era ridotta da mesi in stato di degrado ed abbandono con la sporcizia che ormai l’aveva resa una zona quasi impraticabile per i bambini. Un paradosso: i giardini attrezzati per i più piccoli negati proprio a loro. Nelle scorse settimane anche altre zone della quinta Municipalità, Vomero-Arenella, erano state ripulite grazie ad iniziative spontanee organizzate dai residenti. Tra queste, anche piazza Immacolata, dove alcuni giovani volontari ripulirono non solo il manto stradale ed i marciapiedi, ma anche i muri imbrattati e coperti da numerosi manifesti pubblicitari abusivi. “È oramai troppo tempo che questi importanti giardini versano in condizioni pietose sotto il profilo igienico, estetico e agricolo – spiegano in un comunicato i residenti – . Abbiamo raccolto le sollecitazioni dei cittadini per una necessaria opera di pulizia per una nuova stagione di rinascita per l’area dello stadio Collana”. I residenti si sono incontrati muniti di guanti da lavoro, rastrelli, piantine, zappette, carriole, innaffiatoi e tutto quello che potesse abbellire i giardinetti. L’evento ha rappresentato anche l’occasione per i residenti di entrare in contatto con altri cittadini che non vogliono il degrado e l’abbandono, ma intendono fare qualcosa per far progredire il proprio quartiere.

Rifiuti ingombranti in strada: sembra la fiera della casa

Divani, lavatrici e cartucce per le stampanti. Si trova di tutto in strada, nel quartiere Arenella, dove passeggiando si possono incontrare facilmente oggetti di arredamento abbandonati in strada ed elettrodomestici distrutti. La zona collinare, nonostante le segnalazioni di rifiuti ingombranti nelle vie che partendo da via Pietro Castellino conducono a piazza Arenella, continua a vivere una situazione imbarazzante in quanto allo smaltimento di tali rifiuti. Non è un caso, infatti, che in via D’Amelio alcuni residenti abbiano notato la presenza di circa trecento cartucce per stampanti imballate e abbandonate in un sacco nero della spazzatura. Le verifiche effettuate dalle forze dell’ordine sono servite solo per confermare quanto ormai già si era capito e cioè che si trattava di rifiuti “speciali” abbandonati in strada senza rispettare la legge. Le cartucce erano scadute da oltre due anni nonostante l’integrità degli imballi e, secondo la normativa adottata recentemente dal Ministero dell’Ambiente, andrebbero raccolte tramite “eco box” per il trasporto e il successivo smaltimento in discarica o rigenerazione presso un impianto autorizzato. Nonostante la normativa vigente favorisca sia il recupero che lo smaltimento dei rifiuti speciali, così come di quelli ingombranti, all’Arenella il normale sversamento di tali materiali appare ancora lontano. L’ultimo esempio nella scale di via Nuvolo dove qualcuno ha pensato bene di gettare un televisore.

Strade sprofondate: anni di sprechi e lavori sbagliati

Strade che sprofondano e traffico in tilt. Sono le conseguenze di anni di assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria per le strade nell’area collinare del capoluogo partenopeo si stanno facendo sentire pesantemente sin dalle prime piogge e purtroppo siamo solo agli inizi, visto che da poco è iniziato l’autunno. Non è difficile prevedere che, nelle prossime settimane, altri avvallamenti si possano trasformare in buche o voragini, non appena riprenderà a piovere. Come del resto, purtroppo, è accaduto anche negli anni passati. Dopo il dissesto sulla carreggiata di via D’Annibale, transennata e poi riaperta al traffico, è stata la volta di via Domenico Fontana, dove si è aperta una voragine di circa tre metri di diametro, fortunatamente senza coinvolgere auto o persone. Gli automobilisti provenienti o diretti alla zona ospedaliera sono stati costretti a giri tortuosi a bordo delle loro vetture a causa della chiusura di diverse arterie. E, parlando di strade ancora chiuse al traffico, non ci si può dimenticare di citare l’ormai famoso ponte di via Cilea, interrotto dal mese di aprile senza che siano mai iniziati i lavori di messa in sicurezza. Ci si continua a chiedere che fine hanno fatto i milioni di euro messi a disposizione negli anni scorsi per la gestione commissariale, istituita proprio per il dissesto del sottosuolo napoletano. Un fiume di denaro pubblico, evidentemente speso male, visto lo stato del sottosuolo.

Scale mobili fuori uso. Tanti disagi e zero informazioni

Si fa presto a dire “città verticale” e mobilità a misura di cittadino. La realtà, a Napoli, purtroppo è molto diversa ed in particolare al Vomero, quartiere dove l’utilizzo di ascensori, scale mobili e dispositivi automatici di trasporto per le persone, diventa indispensabile se solo si considera l’alto tasso di anziani e la conformità stessa del quartiere, pieno di salite. Eppure, nonostante ciò, ancora una volta le scale mobili hanno subito un guasto negli ultimi giorni. Dopo quelle di via Cimarosa, infatti, si sono fermate anche le scale mobili di via Morghen con disagi per centinaia di persone, per lo più anziane, che quotidianamente sono costrette a salire le vecchie scale in piperno per raggiungere le loro abitazioni. Nessuna informazione per l’utenza sulla data in cui esse verranno riattivate ma ciò che lascia perplessi è il ripetersi costante, mese dopo mese, degli stop agli impianti elettronici del Vomero. Un sistema intermodale, quello delle scale mobili, di collegamento tra il metrò collinare e le stazioni superiori delle funicolari che, quando fu inaugurato, in pompa magna, il 16 ottobre del 2002, fu presentato come il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale, ma che in tutti questi anni ha palesato diversi problemi dal momento che il fermo ha riguardato decine di volte almeno una delle tre rampe realizzate. Forse, a questo punto, sarebbe il caso di analizzare meglio le problematiche che puntualmente portano allo stop degli impianti.

Strisce blu e fermate del bus occupate dai cassonetti

Le strisce blu, in alcune zone del Vomero e dell’Arenella, non bastano per i residenti. Soprattutto nei fine settimana, quando nella zona collinare si registra un notevole aumento di vetture provenienti dagli altri quartieri e dalla provincia, per i vomeresi è sempre più difficile trovare un posto in cui parcheggiare l’automobile. Ma ad occupare gli stalli della sosta a pagamento non solo solo altre automobili che giungono al Vomero durante i week end, bensì anche la fastidiosa presenza dei contenitori per la raccolta differenziata che puntualmente non vengono posizionati nelle strisce gialle a loro destinati ma in quelle blu. Come se non bastasse, poi, come segnala Sabino Genovese, portavoce dei residenti di via Santa Maria della Libera e membro dell’Assoutenti Vomero, “troppo spesso le campane della differenziata ed i cassonetti dell’Asìa occupano non solo le strisce blu ma anche le fermate degli autobus”. “Appare opportuno – spiega un commerciante di via Suarez – che l’attività del Comune non si limiti solo a mettere quanti più bloccaruote possibili alle auto in divieto di sosta, bensì l’amministrazione comunale dovrebbe anche liberare i posti nelle strisce blu occupati dai cassonetti della spazzatura e distribuire meglio i vigili urbani sul territorio dal momento che questi si muovono solo a gruppi e nelle vie principali del quartiere non riuscendo a governare il traffico.

Al Vomero s'investe: ecco la Banca dei giovani

Apre in via Scarlatti la filiale Superflash del Banco di Napoli: un punto di riferimento per le generazioni future, il nuovo modo di fare banca a sostegno dei giovani. Grande rivoluzione al Vomero. Finalmente sbarca anche nel quartiere collinare il progetto Superflash. Di che cosa si tratta? E’ la nuova filiale del Banco di Napoli, situata in via Scarlatti, pensata ed ideata esclusivamente per i giovani, fascia under 35. Aperta solo nel pomeriggio, anche di sabato, il punto del gruppo Intesa SanPaolo mette a disposizione un internet point, organizza eventi ed incontri culturali ed artistici e valorizza i gruppi musicali emergenti. L’obiettivo è di sostenere i giovani con pacchetti e prodotti finanziari ad hoc, fornire incentivi e supporti concreti per trasformare in realtà, in vere e proprie imprese, le idee più brillanti. Il tutto si svolgerà e si svilupperà in un contesto giovanile, dedicato al mondo dei ragazzi di oggi, quei ragazzi che continuano a sognare, a fare progetti ed a sostenere le proprie idee. Lo sportello del Vomero è il terzo in Italia, dopo Milano e Torino, ad aprire i battenti per quella che gli stessi vertici del gruppo finanziario hanno definito un’affascinante avventura. Ma perché scegliere proprio Napoli ed il quartiere vomerese? Dati alla mano, la città partenopea possiede la popolazione più giovane del Paese e dunque costituisce un mercato interessante e una buona fonte di investimento nella fidelizzazione di clienti futuri. Considerando, poi, che fino a questo momento i ragazzi partenopei non hanno mai avuto nessun tipo di sostegno per mettere su un’impresa, allora il gioco è fatto. La macchina ha tutte le potenzialità per funzionare. In pratica la banca mette il ragazzo in condizione di realizzare i suoi progetti, lo aiuta, lo guida, valorizza le sue passioni e gli fornisce i mezzi finanziari necessari per creare un’attività. Il giovane, a sua volta, accoglie ben volentieri la proposta e sfrutta la possibilità ed il sostegno che gli vengono garantiti e così, pian piano, diventa cliente. Un’iniziativa quella del Banco di Napoli che cerca, dunque, di mettere in primo piano la realtà giovanile partenopea. Una realtà tanto affascinante quanto difficile. Se è vero che il numero di giovani che si mettono in proprio è infatti maggiore rispetto al Nord, è anche vero che queste scelte sono per la maggior parte dei casi dettate dalla mancanza di altre situazioni lavorative. E molte sono le imprese che purtroppo dopo poco tempo vanno in difficoltà per l’assenza di supporti nella pianificazione finanziaria e per la sterilità di molti settori oramai obsoleti e poco innovativi, come ad esempio il commercio e l’edilizia, e fortemente segnati dalla crisi economica. All’inaugurazione del 28 ottobre ha partecipato Massimo De Andreis che è a capo del centro di ricerche SRM del Banco di Napoli il quale è intervenuto ponendo l’accento sulla necessità a Napoli di una banca che comprenda ed affianchi, anche con consulenze e spiegazioni adeguate, tutti i giovani che decidono di intraprendere la strada dell’imprenditorialità perché al Sud la vita è più complessa e in particolar modo perché proprio nel meridione si è registrata la più alta tendenza all’acquisto di prodotti finanziari on line per l’avviamento di progetti riguardanti l’imprenditoria o la formazione. Stando così le cose, dunque, quale migliore città se non Napoli per aprire un altro sportello Superflash? Il direttore generale del progetto, Marco Morelli, ha spiegato che “per la creazione del marchio Superflash sono stati interpellati tutti i giovani che si conoscevano per indagare e capire quali fossero le esigenze ed i sogni da sostenere e portare avanti”. “Quindi – prosegue Morelli – abbiamo arruolato per la nuova sfida solo ed esclusivamente personale under 35. Invito tutti ad andare sul sito di Superfalsh per conoscere quali sono i vantaggi offerti dai nostri prodotti finanziari. Ci troviamo – conclude il direttore del progetto – di fronte ad una vera rivoluzione nel modo di fare banca”. Insomma, le basi sono state poste, le potenzialità ci sono tutte, ora si dovranno raccogliere i frutti.

Forum delle Culture, c'è il vomerese Caruso

Dal milanese Roberto Vecchioni al vomerese Francesco Caruso: sarà l’ambasciatore italiano all’Unesco ad affiancare il cantautore milanese alla guida del Forum delle Culture. Caruso è stato scelto dal presidente della Regione Stefano Caldoro come direttore generale dell’evento che si svolgerà a Napoli dal 10 aprile al 21 luglio 2013. «Abbiamo affidato la direzione del Forum, un grande evento internazionale, a una riconosciuta personalità – spiega Caldoro – in possesso delle competenze necessarie per valorizzare al meglio i siti Unesco delle cinque province. Con l’ambasciatore Caruso si punta in maniera convinta alla internazionalizzazione dell’appuntamento». Napoletano del Vomero, 71 anni, studi alla Facoltà di Scienze politiche della Federico II, Caruso ha incominciato la carriera diplomatica nel 1968. È stato, tra l’altro, ambasciatore d’Italia a Tunisi, console generale a Parigi, capo gabinetto del ministero degli Esteri nel 2001. Dal 2002 è capo della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unesco e dal 2008 consigliere speciale dell’organismo delle Nazioni Unite. Per il vomerese Caruso, infine, il Forum delle Culture non è un territorio inesplorato: come rappresentante dell’Unesco, ha partecipato a tutte le edizioni precedenti.

Lo spot di presentazione de "Il Vomero e dintorni"

Aggressioni al Petraio, in manette il rapinatore seriale

Gli agenti del Commissariato di Polizia “Vomero”, hanno arrestato E.C., un 33enne napoletano, pluripregiudicato, per una tentata rapina aggravata ai danni di un anziano. L’arresto è avvenuto in zona Petraio al Vomero. L’area era da tempo oggetto di un’attività predatoria seriale. Le rapine avvenivano soprattutto nelle ore mattutine ed in serata e le vittime erano sempre giovani donne o persone anziane. Nelle numerose denunce, era sempre stato segnalato un rapinatore solitario, che indossava un giubbotto scuro! e un cappellino con visiera blu, armato di un coltello a serramanico con il quale minacciava le vittime. Il rapinatore seriale aveva colpito numerose volte e la sua attività stava generando allarme nel quartiere e ricevendo spazio anche sui quotidiani. L’uomo profittava del fatto che la zona è particolarmente isolata e difficilmente transitabile con autovetture o motocicli riuscendo ogni volta a dileguarsi dopo la rapina fuggendo tra i vicoli dell’intricato dedalo della zona.

Banda del buco in azione in via Gigante

Una rapina della «banda del buco» all' agenzia del Banco di Napoli di via Giacinto Gigante è stata sventata dalla polizia, che ha scoperto un tunnel praticato dai malviventi. Nel pomeriggio gli agenti dell'Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli hanno eseguito un'ispezione fognaria nella zona dell' Arenella. Qui è stato scoperto un tunnel del diametro di circa 40 centimetri profondo circa due metri. La mini galleria partiva da un tombino adiacente e si dirigeva verso l'agenzia dell'istituto bancario di Via Giacinto Gigante. Gli autori dello scavo sono probabilmente riusciti a dileguarsi poco prima dell'arrivo dei poliziotti e sono riusciti a portarsi via gli attrezzi per lo scavo e per lo scasso. Sul luogo è stato trovato materiale di risulta smosso da poco.

Vigili, cappelli e giubbotti made in China

Paradossi napoletani. I vigili urbani che vestono “alla cinese” con abbigliamento realizzato in Cina. Giubbotti e cappellini che indossano gli agenti della Polizia Municipale di Napoli lasciano perplessi i sindacati di categoria. A condannare la scelta operata dal Comando dei vigili urbani è il Lipol, sindacato autonomo di polizia locale, attraverso una nota del segretario generale Daniele Minichini, il quale denuncia che “a fronte delle migliaia di euro spese per sensibilizzare i cittadini sulla sicurezza sul lavoro, non si fornisce gli agenti di vestiario adeguato, come i dispositivi antiaggressione individuale e anti aggressione, ancora per mancanza di fondi, ma ricevono giubbotti e cappellini, ovvero l'uniforme made in China”. Per Minichini, inoltre, il look cinese è considerato di “brutta vestibilità”. Calpestare la dignità dei lavoratori non deve essere consentito quando in gioco è poi anche la salute degli stessi lavoratori”. Sull'argomento è intervenuto anche l’ex consigliere comunale Carmine Attanasio, che dopo aver raccolto le lamentele di molti agenti della Polizia Municipale, chiede un’inchiesta interna sulle gare di appalto per le divise dei vigili urbani che, spiega Attanasio, “sono palesemente di dubbia qualità”.

Ex Gasometro, il progetto dimenticato

Il piano per trasformare l'area in un parco urbano non è mai decollato
Mentre il medico studia, il malato muore. Stiamo parlando del presunto e tanto pubblicizzato dal Comune e dalla V municipalità, parco urbano dell'ex area del gasometro,ubicata tra vico Cacciottoli e viale Raffaello,nel nostro quartiere. L'area, di circa 14.000 mq, è di proprietà di una famiglia napoletana la quale, nel 2001propose, al Comune di Napoli, la cessione del suolo in cambio di una concessione per la costruzione di un parcheggio interrato (Legge Tognoli) di 150 auto su un lotto di 3.000 mq dei 14.000 totali. A quanto pare questa diatriba sinallagmatica è naufragata ed il Comune nel 2008 ha espropriato l'area con il fine di adoperarsi per la riqualificazione della stessa. Siamo nel 2011 e nulla è cambiato tranne una delimitazione provvisoria in rete rossa da cantiere ed un arrangiatissimo cancello posto all'ingresso, dal lato di viale Raffaello. Solo per progettare di sfruttare al meglio tale area, l'Amministrazione comunale ha impiegato quasi dieci anni. I cittadini sperano di poter usufruire di tali spazi in tempi brevi, forse ricordando la massima mazziniana “pensiero e azione” ma si teme che per la realizzazione di tale parco,passino un altro paio di lustri poichè l'organizzazione del Comune è rinomata per la sua lentezza. Allo stato attuale delle cose tutto sembra essere in alto mare e non si intravede neppure il faro di questo nuovo porto che potrebbe aiutare a riqualificare un'intera zona urbanizzata, forse anche selvaggiamente negli anni 60 e caotica. Speriamo che l'ennesimo “degente”, abbandonato nella corsia della burocrazia, resista almeno fino alla designazione della prossima classe dirigente. Se così non dovesse essere, come, purtroppo, è facile ipotizzare, tale area fino ad ora indenne dalla cementificazione potrebbe divenire una discarica a cielo aperto o, peggio ancora, un centro di aggregazione di tossicodipendenti.
Cesare Schiattarella

Guardia giurata mette in fuga i rapinatori

Hanno tentato l'assalto ad un'agenzia bancaria di via Morghen ma sono stati messi in fuga dall'intervento di un coraggioso vigilantes. E' accaduto il 4 febbraio scorso al Vomero, quartiere in cui i controlli per prevenire scippi e rapine, purtroppo, non bastano mai. In tre hanno rinchiuso il vigilantes in un guardiola ma la guardia giurata è riuscita ugualmente a far scattare l'allarme. Sul posto è giunta immediatamente la polizia e i tre malviventi che stavano per accedere all'interno della banca hanno dovuto rinunciare al colpo, allontanandosi precipitosamente. In zona sono giunte numerose pattuglie della polizia mentre un elicottero ha sorvolato diverse volte le strade della zona collinare di Napoli.

I parcheggi, le minacce e i “guardamacchine”

Nella zona collinare si concentrano gli interessi di chi vuole speculare sull'assenza di posti auto. I garage sotterranei spuntano come funghi. Ma in strada, come accade fuori al Santobono, regnano gli aubivi ed il traffico. Intimidito il presidente Coppeto
I cantieri per la costruzione di parcheggi, al Vomero a all'Arenella, spuntano come funghi. Ogni posto è buono per costruire box pertinenziali. Ogni posto è buono per fare affari. E alla fine poco importa che si risolvano davvero i problemi di viabilità o di assenza di posti auto per i residenti: l'unica cosa che conta è battere cassa. E il più in fretta possibile. E' accaduto, per esempio, a largo Celebrano, a ridosso dell'ingresso dell'ospedale pediatrico “Santobono”, dove sarebbe servita una struttura in grado di contenere le auto di chi si reca in ospedale. Un piano del parcheggio interrato poteva essere destinato proprio alla sosta temporanea delle vetture dei familiari dei piccoli pazienti del “Santobono” ma così non è stato. Ed ora, mentre si fatica a piazzare ai residenti i box pertinenziali costruiti e rimasti vuoti con continue telefonate in cui si ricorda che “ci sono ancora posti auto disponibili nella struttura”, in strada regnano incontrastati i parcheggiatori abusivi che impongono il pizzo sulla sosta all'ingresso dell'ospedale nonostante la presenza dei vigili urbani. In piazza Muzii, invece, il traffico è paralizzato da quando c'è il cantiere per i box sotterranei. Un altro garage sotterraneo che poteva snellire il traffico diretto alla zona ospedaliera ma invece, così come progettato, farà solo gli interessi di pochi, ovvero di chi vende e di chi ha le possobilità di comprare i box. Per il resto “arrangiatevi”. Intanto, in via Morghen spuntano scritte intimidatorie rivolte al presidente della V Municipalità, Mario Coppeto: “Lascia stare i parcheggi”. Tra pochi mesi ci sono le elezioni e, con o senza Coppeto, l'affare-parcheggi è destinato a non fermarsi.
Alessandro Migliaccio

Furto alla Coin
: prese tre donne

I grandi magazzini presi di mira dai ladri ma l'intervento della vigilanza fa scattare gli arresti.
Gli agenti del Commissariato di Polizia “Vomero” hanno arrestato, il 4 marzo, in due circostanze diverse e a distanza di 20 minuti, tre donne che stavano rubando all’interno nei grandi magazzini Coin nel quartiere Vomero. Il personale addetto alla vigilanza ha chiamato la Polizia. Gli agenti, giunti sul posto, nel mentre stavano per condurre le due ladre al Commissariato, hanno notato ed arrestato anche una cittadina russa che, approfittando della confusione, si stava impossessando di due confezioni di profumo del valore di € 183.