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Il mercato di via De Bustis: la casbah che non muore mai

Insieme ad Antignano, è da sempre uno dei mercati rionali principali del Vomero. L’area denominata come “mercato De Bustiis” o “Casale De Bustis” è il luogo preferito in cui i residenti del Vomero e dell’Arenella si recano per fare shopping. Dall’abbigliamento ai generi alimentari, dai prodotti per la casa all’intimo fino alle giacche all’ultima moda: nel mercato De Bustis c’è davvero di tutto. Sia nelle aree al coperto che in quelle all’aperto, infatti, c’è sempre una gran folla di persone, un via-vai di clienti a caccia dell’affare o dell’acquisto che in altri luoghi è difficile trovare. Più volte, però, l’area di via De Bustis ha rischiato di essere cancellata o da fantasiosi progetti comunali oppure dalle lamentele di chi ha sottolineato, negli anni passati, la presenza di ambulanti non autorizzati ed il continuo rischio di scippi nel mercato De Bustis. Tuttavia, mentre il borgo Antignano è stato praticamente liberato dalle bancarelle che vendevano soprattutto generi alimentari, il “Casale De Bustis” resiste e continua a vivere. Non solo, oggi si contano anche due pagine registrate su Facebook intitolate proprio al mercato vomerese, una delle quali è curata dal “Comitato dei commercianti di via De Bustis”, intenzionati ad ottenere tutela e maggiori servizi dal Comune per poi garantire alla clientela, a loro volta, un servizio migliore. Non mancano, ancora oggi, nel mercato di via De Bustis, presenza abusive così come alcuni ambulanti si estendono fin sopra al marciapiede di via Tino di Camaino, rendendo – insieme a qualche extracomunitario – quasi del tutto impraticabile quella che dovrebbe essere un’area destinata ai pedoni. Inutili, finora, le proteste dei residenti vomeresi e di coloro che chiedono ai vigili urbani almeno di far rispettare le più elementari norme igienicosanitarie nonostante una pattuglia della Polizia municipale stazioni tutte le mattine in piazza degli Artisti, proprio a pochi passi dal mercato De Bustis. Nota a tutti i vomeresi è la ormai famosa vicenda (sarebbe meglio dire “tarantella”) del trasferimento del mercato De Bustis dalla sua attuale collocazione all’area comunale al coperto di via Dell’Erba. Un progetto, quest’ultimo, che non è stato ancora realizzato e che prevedeva la costruzione di box privati nel sottosuolo dell’area De Bustis. Un parcheggio, dunque, l’ennesimo, dovrebbe far sloggiare lo storico mercatino vomerese. E così via De Bustis diventerebbe un’area fantasma, come lo è già diventato il borgo Antignano. I commercianti di via De Bustis, intanto, si sono opposti con fermezza al progetto comunale. E i residenti sono già stanchi dei troppi cantieri da aprire per la costruzione di parcheggi interrati privati: saranno ben 12 e sorgeranno tutti al Vomero. Una coincidenza?

Piazza Quattro Giornate ripulita dai volontari del Vomero

Armati di scope e palette, i residenti del Vomero hanno ripulito, domenica 13 novembre, i giardini pubblici di piazza Quattro Giornate. L’area verde situata a ridosso dello stadio “Arturo Collana”, infatti, era ridotta da mesi in stato di degrado ed abbandono con la sporcizia che ormai l’aveva resa una zona quasi impraticabile per i bambini. Un paradosso: i giardini attrezzati per i più piccoli negati proprio a loro. Nelle scorse settimane anche altre zone della quinta Municipalità, Vomero-Arenella, erano state ripulite grazie ad iniziative spontanee organizzate dai residenti. Tra queste, anche piazza Immacolata, dove alcuni giovani volontari ripulirono non solo il manto stradale ed i marciapiedi, ma anche i muri imbrattati e coperti da numerosi manifesti pubblicitari abusivi. “È oramai troppo tempo che questi importanti giardini versano in condizioni pietose sotto il profilo igienico, estetico e agricolo – spiegano in un comunicato i residenti – . Abbiamo raccolto le sollecitazioni dei cittadini per una necessaria opera di pulizia per una nuova stagione di rinascita per l’area dello stadio Collana”. I residenti si sono incontrati muniti di guanti da lavoro, rastrelli, piantine, zappette, carriole, innaffiatoi e tutto quello che potesse abbellire i giardinetti. L’evento ha rappresentato anche l’occasione per i residenti di entrare in contatto con altri cittadini che non vogliono il degrado e l’abbandono, ma intendono fare qualcosa per far progredire il proprio quartiere.

Rifiuti ingombranti in strada: sembra la fiera della casa

Divani, lavatrici e cartucce per le stampanti. Si trova di tutto in strada, nel quartiere Arenella, dove passeggiando si possono incontrare facilmente oggetti di arredamento abbandonati in strada ed elettrodomestici distrutti. La zona collinare, nonostante le segnalazioni di rifiuti ingombranti nelle vie che partendo da via Pietro Castellino conducono a piazza Arenella, continua a vivere una situazione imbarazzante in quanto allo smaltimento di tali rifiuti. Non è un caso, infatti, che in via D’Amelio alcuni residenti abbiano notato la presenza di circa trecento cartucce per stampanti imballate e abbandonate in un sacco nero della spazzatura. Le verifiche effettuate dalle forze dell’ordine sono servite solo per confermare quanto ormai già si era capito e cioè che si trattava di rifiuti “speciali” abbandonati in strada senza rispettare la legge. Le cartucce erano scadute da oltre due anni nonostante l’integrità degli imballi e, secondo la normativa adottata recentemente dal Ministero dell’Ambiente, andrebbero raccolte tramite “eco box” per il trasporto e il successivo smaltimento in discarica o rigenerazione presso un impianto autorizzato. Nonostante la normativa vigente favorisca sia il recupero che lo smaltimento dei rifiuti speciali, così come di quelli ingombranti, all’Arenella il normale sversamento di tali materiali appare ancora lontano. L’ultimo esempio nella scale di via Nuvolo dove qualcuno ha pensato bene di gettare un televisore.

Scale mobili fuori uso. Tanti disagi e zero informazioni

Si fa presto a dire “città verticale” e mobilità a misura di cittadino. La realtà, a Napoli, purtroppo è molto diversa ed in particolare al Vomero, quartiere dove l’utilizzo di ascensori, scale mobili e dispositivi automatici di trasporto per le persone, diventa indispensabile se solo si considera l’alto tasso di anziani e la conformità stessa del quartiere, pieno di salite. Eppure, nonostante ciò, ancora una volta le scale mobili hanno subito un guasto negli ultimi giorni. Dopo quelle di via Cimarosa, infatti, si sono fermate anche le scale mobili di via Morghen con disagi per centinaia di persone, per lo più anziane, che quotidianamente sono costrette a salire le vecchie scale in piperno per raggiungere le loro abitazioni. Nessuna informazione per l’utenza sulla data in cui esse verranno riattivate ma ciò che lascia perplessi è il ripetersi costante, mese dopo mese, degli stop agli impianti elettronici del Vomero. Un sistema intermodale, quello delle scale mobili, di collegamento tra il metrò collinare e le stazioni superiori delle funicolari che, quando fu inaugurato, in pompa magna, il 16 ottobre del 2002, fu presentato come il fiore all’occhiello dell’amministrazione comunale, ma che in tutti questi anni ha palesato diversi problemi dal momento che il fermo ha riguardato decine di volte almeno una delle tre rampe realizzate. Forse, a questo punto, sarebbe il caso di analizzare meglio le problematiche che puntualmente portano allo stop degli impianti.

Strisce blu e fermate del bus occupate dai cassonetti

Le strisce blu, in alcune zone del Vomero e dell’Arenella, non bastano per i residenti. Soprattutto nei fine settimana, quando nella zona collinare si registra un notevole aumento di vetture provenienti dagli altri quartieri e dalla provincia, per i vomeresi è sempre più difficile trovare un posto in cui parcheggiare l’automobile. Ma ad occupare gli stalli della sosta a pagamento non solo solo altre automobili che giungono al Vomero durante i week end, bensì anche la fastidiosa presenza dei contenitori per la raccolta differenziata che puntualmente non vengono posizionati nelle strisce gialle a loro destinati ma in quelle blu. Come se non bastasse, poi, come segnala Sabino Genovese, portavoce dei residenti di via Santa Maria della Libera e membro dell’Assoutenti Vomero, “troppo spesso le campane della differenziata ed i cassonetti dell’Asìa occupano non solo le strisce blu ma anche le fermate degli autobus”. “Appare opportuno – spiega un commerciante di via Suarez – che l’attività del Comune non si limiti solo a mettere quanti più bloccaruote possibili alle auto in divieto di sosta, bensì l’amministrazione comunale dovrebbe anche liberare i posti nelle strisce blu occupati dai cassonetti della spazzatura e distribuire meglio i vigili urbani sul territorio dal momento che questi si muovono solo a gruppi e nelle vie principali del quartiere non riuscendo a governare il traffico.

Al Vomero s'investe: ecco la Banca dei giovani

Apre in via Scarlatti la filiale Superflash del Banco di Napoli: un punto di riferimento per le generazioni future, il nuovo modo di fare banca a sostegno dei giovani. Grande rivoluzione al Vomero. Finalmente sbarca anche nel quartiere collinare il progetto Superflash. Di che cosa si tratta? E’ la nuova filiale del Banco di Napoli, situata in via Scarlatti, pensata ed ideata esclusivamente per i giovani, fascia under 35. Aperta solo nel pomeriggio, anche di sabato, il punto del gruppo Intesa SanPaolo mette a disposizione un internet point, organizza eventi ed incontri culturali ed artistici e valorizza i gruppi musicali emergenti. L’obiettivo è di sostenere i giovani con pacchetti e prodotti finanziari ad hoc, fornire incentivi e supporti concreti per trasformare in realtà, in vere e proprie imprese, le idee più brillanti. Il tutto si svolgerà e si svilupperà in un contesto giovanile, dedicato al mondo dei ragazzi di oggi, quei ragazzi che continuano a sognare, a fare progetti ed a sostenere le proprie idee. Lo sportello del Vomero è il terzo in Italia, dopo Milano e Torino, ad aprire i battenti per quella che gli stessi vertici del gruppo finanziario hanno definito un’affascinante avventura. Ma perché scegliere proprio Napoli ed il quartiere vomerese? Dati alla mano, la città partenopea possiede la popolazione più giovane del Paese e dunque costituisce un mercato interessante e una buona fonte di investimento nella fidelizzazione di clienti futuri. Considerando, poi, che fino a questo momento i ragazzi partenopei non hanno mai avuto nessun tipo di sostegno per mettere su un’impresa, allora il gioco è fatto. La macchina ha tutte le potenzialità per funzionare. In pratica la banca mette il ragazzo in condizione di realizzare i suoi progetti, lo aiuta, lo guida, valorizza le sue passioni e gli fornisce i mezzi finanziari necessari per creare un’attività. Il giovane, a sua volta, accoglie ben volentieri la proposta e sfrutta la possibilità ed il sostegno che gli vengono garantiti e così, pian piano, diventa cliente. Un’iniziativa quella del Banco di Napoli che cerca, dunque, di mettere in primo piano la realtà giovanile partenopea. Una realtà tanto affascinante quanto difficile. Se è vero che il numero di giovani che si mettono in proprio è infatti maggiore rispetto al Nord, è anche vero che queste scelte sono per la maggior parte dei casi dettate dalla mancanza di altre situazioni lavorative. E molte sono le imprese che purtroppo dopo poco tempo vanno in difficoltà per l’assenza di supporti nella pianificazione finanziaria e per la sterilità di molti settori oramai obsoleti e poco innovativi, come ad esempio il commercio e l’edilizia, e fortemente segnati dalla crisi economica. All’inaugurazione del 28 ottobre ha partecipato Massimo De Andreis che è a capo del centro di ricerche SRM del Banco di Napoli il quale è intervenuto ponendo l’accento sulla necessità a Napoli di una banca che comprenda ed affianchi, anche con consulenze e spiegazioni adeguate, tutti i giovani che decidono di intraprendere la strada dell’imprenditorialità perché al Sud la vita è più complessa e in particolar modo perché proprio nel meridione si è registrata la più alta tendenza all’acquisto di prodotti finanziari on line per l’avviamento di progetti riguardanti l’imprenditoria o la formazione. Stando così le cose, dunque, quale migliore città se non Napoli per aprire un altro sportello Superflash? Il direttore generale del progetto, Marco Morelli, ha spiegato che “per la creazione del marchio Superflash sono stati interpellati tutti i giovani che si conoscevano per indagare e capire quali fossero le esigenze ed i sogni da sostenere e portare avanti”. “Quindi – prosegue Morelli – abbiamo arruolato per la nuova sfida solo ed esclusivamente personale under 35. Invito tutti ad andare sul sito di Superfalsh per conoscere quali sono i vantaggi offerti dai nostri prodotti finanziari. Ci troviamo – conclude il direttore del progetto – di fronte ad una vera rivoluzione nel modo di fare banca”. Insomma, le basi sono state poste, le potenzialità ci sono tutte, ora si dovranno raccogliere i frutti.

Lo spot di presentazione de "Il Vomero e dintorni"

Benzina sempre più su al Vomero è più cara

Il caos in Libia sta provocando un sostanziale aumento del prezzo della benzina in tutta Napoli: il record è a San Giovanni a Teduccio. Ma anche nella zona collinare si registra un rincaro che non soddisfa gli automobilisti: “Dateci le pompe bianche”
Benzina alle stelle. Gli eventi tragici che si stanno verificando in Libia si sono fatti sentire anche in Italia e tra le città più colpite dal caro-benzina c'è Napoli. Le pompe di benzina di San Giovanni a Teduccio hanno fatto registrare il picco più alto del prezzo della benzina in tutta la Penisola: 1.648 euro al litro. Ma anche i distributori del quartiere Vomero, in questi giorni, risultano essere tra i più cari della città. In viale Michelangelo, ad esempio, la diesel costa 1,408 al litro, in via Iannelli invece la acquisterete addirittura a 1,564 euro. Stessa circostanza in piazza Leonardo dove un litro di verde equivale a 1,575 euro ed il diesel a 1,544. Inutile utilizzare motorini, cambiare benzinaio o fare il giro della città: i prezzi sono destinati a salire. I vomeresi chiedono l’intervento delle istituzioni affinchè si possa fermare quest’ennesimo salasso. “Troppe sono le spese che gravano su noi automoblisti - spiega Antonio Esposito, abitante del Vomero - . Se alle spese della benzina, che devo fronteggiare quotidianamente dato che lavoro fuori Napoli, aggiungo anche i continui ed ingiustificati aumenti della tangenziale e dei pedaggi autostradali, alla fine del mese mi ritrovo con un terzo dello stipendio in meno”. Tra i cittadini insoddisfatti c’è anche chi chiede l’installazione di pompe “bianche” in città. “Se questo aumento della benzina non può essere frenato - spiega un tassista - almeno che venga data la possibilità agli automobilisti di scegliere le pompe che non appartengono a nessuna grande marca petrolifera e per questo hanno benzina più economica”.
Paola Di Matteo